Posts Tagged ‘vips’

“Twitter, basta, ti querelo!”

Questa mancava. E, sinceramente, era anche difficile da immaginare. Paola Ferrari, noto volto di RaiSport, vuole querelare Twitter. Attenzione, non Tizio, che in un giorno x ha twittato qualcosa di offensivo. No. Twitter. L’intera struttura, l’organizzazione, l’azienda, pure l’uccellino del logo. Ma partiamo dall’inizio. Anzi, da lontano.

Paola Ferrari è giornalista alla Rai dal 1988. Inizia con qualche collaborazione per poi passare, nel 1995, a co-condurre Dribbling, in coppia con Gianni Cerqueti. Di qui, una serie di stagioni della Domenica Sportiva e 90° minuto, compresi speciali per Mondiali ed Europei.

Come quest’estate, quando la Ferrari è al timone di Stadio Europa, approfondimento Rai dedicato alla kermesse continentale appena conclusa. Un programma che suscita critiche in lungo e in largo per una serie di motivi, dalla scarsa cura, alla qualità degli ospiti, fino alla conduzione della stessa Ferrari.

Le critiche 2.0, si sa, passano per Twitter. Sul social che cinguetta i commenti sono fondamentalmente negativi, spesso ironici, alcuni di cattivo gusto, altri ficcanti e intelligenti. Niente di nuovo, sia chiaro. Nemmeno così tanti, a dire la verità. Ma la Ferrari non ci sta. “Non è giusto usare la rete e i social network per insultare le persone – ha spiegato la giornalista a Klaus Davi – , senza la possibilità di un contraddittorio, e questo accade soprattutto con Twitter”.

“Se il web e i blog vogliono giocare un ruolo serio nell’informazione – ha continuato -, allora devono comunque attenersi alle regole deontologiche di base e alle norme civili che valgono fuori dalla rete. Nessuno si riunisce pubblicamente per diffamare o insultare qualcun altro o, se lo fa, per lo meno è passibile di denuncia. Ecco, credo allora che la cosa valga anche per Twitter”.

Le parole vanno lette attentamente, perchè tutte sono importanti. La Ferrari lamenta l’impossibilità di rispondere alle critiche, invoca il rispetto di regole deontologiche – ma quale deontologia? -. Volevate un motivo per cui tutti si sono lamentati della copertura giornalistica della Rai sugli Europei? Eccolo. Un giornalismo assiepato sulla sua rocca, nascosto nell’intoccabilità del proprio nome, incapace di rispondere in maniera concreta a critiche – a volte magari anche di poco gusto – sempre e comunque legittime. Lontano dalla sensibilità comune, dalla gente, dalle evoluzioni, prima che tecnologiche, di natura sociale.

La minaccia di querela a Twitter è la gerentocrazia italiana che chiede giustizia. Che invoca l’intoccabilità definitiva, senza pensare ai motivi che hanno portato alle critiche. Abbagliata dalla luce che l’ha illuminata lungo tutto il percorso di Stadio Europa, la Ferrari, ormai, rappresenta solo se stessa.

E adesso, Paola, querela anche WordPress.

Annunci

Twitter e celebrità, lascia anche Rudy Zerbi

La notizia, sicuramente, non è di quelle che fanno sobbalzare dalla sedia. Ma si tratta dell’ennesimo caso. Anche Rudy Zerbi, famoso produttore reso famoso da “Italia’s Got Talent” abbandona Twitter, il social network più cool del momento. “I motivi – spiega il sito dell’Ansa – non sono noti, anche perche’ con la cancellazione del profilo non esistono piu’ neanche i tweet in cui diceva la sua, ma c’e’ chi avanza l’ipotesi che ci siano state parole poco carine nei suoi confronti”.

E’ un’epidemia, quella dei vips che smettono di “cinguettare”. Ad inaugurarla è stato Fiorello che, dopo aver contribuito a rendere Twitter celebre anche in Italia, lo ha abbandonato. Sembra, anche in questo caso, per alcune parole poco carine nei suoi confronti. Subito prima di Zerbi, a gettare la spugna era stata Michelle Hunziker. La questione riguarda l’utilizzo che le celebrità fanno del social media e il contatto diretto con la gente comune, non solo con i fans. Sono proprio i detrattori a spaventare i vips, che spesso non riescono a reggere critiche e accuse più o meno pesanti.

E pensare che Twitter era diventato famoso in Italia proprio per la possibilità di interagire con le persone famose, quelle che, normalmente, nemmeno sarebbero avvicinabili. Ma si sta trasformando lentamente in un posto in cui le celebrità hanno difficoltà a legittimare la propria posizione, in cui la democraticità delle opinioni “uccide” l’aura della notorietà.

Del rapporto Twitter-celebrità ha parlato di recente anche Enrico Lucci a Le Iene, in un servizio che potete vedere cliccando qui.

#IpseVIPxit, come twitter prende in giro le celebrità

Twitter non è un paese per Vips. Lo dimostrano una serie di recenti episodi, come la cancellazione di Fiorello o le incomprensioni tra Massimo Boldi ed alcuni utenti, che hanno portato alla creazione dell’hashtag #BoldiCapra.

Lo testimonia ancora #IpseVIPxit, altro hashtag, subito trend topic sul social network più cool che c’è. Stavolta, le celebrità vengono ridicolizzate attraverso le loro stesse parole. Image

Tra frasi inventate e altre tristemente vere, l’Italia su twitter si prende gioco delle sue persone più importanti. Dai politici – i più bersagliati a dire il vero – passando per gli attori, i comici o i cantanti. Nessuno viene risparmiato. Perchè twitter è il luogo della gente comune. E la democrazia di un media, magari, si esprime anche in cose più futili. Come scherzare sui Vips.