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Ecco Goalterest, il calcio 2.0

Il periodo, senza dubbio, è propizio. Mezzo mondo sta seguendo gli Europei e il calcio è uno degli argomenti di discussione più gettonati. Ecco perchè la nascita di Goalterest, vero e proprio social network “nel pallone”, fa ancora più notizia.

Di che cosa si tratti è facilmente intuibile dal nome: Goalterest sarà il Pinterest del calcio. Un social per immagini, dunque. Vi si potranno condividere foto di partite, giocatori, tifosi e chi più ne ha più ne metta. Il tutto coadiuvato da un sistema di ricerca interna al sito che indicizza le immagini per nome.

‘L’idea, peraltro, è italiana. Anche se realizzato a Londra, dietro al progetto c’è Marco Camisani Calzolari, Professore di Comunicazione Aziendale e Linguaggi Digitali all’Università IULM di Milano. “Goalterest – ha spiegato Calzolari a La Stampa – vuole essere il Pinterest del pallone. L’intenzione però è quella di copiare bene, abbiamo infatti migliorato molti aspetti del software e interpretartola direzione del mercato”. Il progetto segue l’evoluzione del Web 2.0. Non più social orizzontali, ma verticali, divisi, insomma, per tematiche. Da ieri, la pagina è attiva al 100%, con iscrizione aperta a chiunque. Gratis e senza pubblicità.

Goalterest copre una tendenza sempre crescente nel mercato del Web. Possiamo chiamarla social sport, ovvero la condivisione sempre più frequente di aggiornamenti riguardanti gli sport più popolari ed importanti. Una tendenza che può arrivare ad intrecciarsi anche con il citizen journalism. Chiunque andrà allo stadio potrà postare le proprie fotografie, che verranno indicizzate e rese disponibili a chiunque, giornalisti inclusi. Una nuova frontiera?

Pinterest, è boom per il nuovo social media

Sembra che i social media non siano mai abbastanza. Ne nascono tanti, anche se in verità pochi hanno successo. Per un Google+ in espansione ma mai davvero influente, c’è un Pinterest che, in pochi mesi, è diventato il terzo social network al mondo. Ma ce n’era davvero bisogno? Considerati i numeri, sì.
L’idea che sta alla base, come spesso accade, è molto semplice. Si tratta di una sorta di vetrina di interessi online. Una ricetta vincente. Pinterest permette la creazione di bacheche tematiche virtuali, sulle quali è possibile inserire pins, da intendere come le puntine sulle vecchie bacheche di sughero. Solo immagini, però. Pinterest è un social esclusivamente visuale.
C’è la possibilità di seguire gli utenti, su una struttura simile alla nuova timeline di Facebook. E c’è la possibilità di veicolare messaggi e di essere ascoltati. Lo ha capito anche Barack Obama, che ha subito spostato una parte della sua campagna elettorale sulla nuova piattaforma sociale. E i numeri sembrano dargli ragione.
Secondo Venture Beat solo cinque mesi fa, a novembre 2011, occupava il settimo posto della classifica dei social network più popolari dopo Facebook, Twitter, Tagged, LinkedIn, MySpace e myYearbook. I visitatori unici mensili a gennaio negli Stati Uniti – come ha riportato invece comScore – erano 10 milioni e in un mese il traffico è cresciuto del 52% attestandosi a 17.8 milioni di visitatori unici mensili a febbraio. In Italia, secondo quanto riporta il blog di Vincenzo Cosenza, esperto di social network, Pinterest ha un numero di visitatori unici mensili che si aggira intorno ai 570.000 (dati Google AdPlanner).

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