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Santoro vs Berlusconi, 10 considerazioni a mente fredda

“Giovanotto carta, calamaio e penna, scriviamo su”. Non nego che spesso, davanti alle gag di Santoro e Berlusconi a Servizio Pubblico, la sensazione di stare assistendo a una nuova versione di Totò, Peppino e la malafemmena è stata forte. Tante battute, aria tendenzialmente rilassata, un Cav. lucido e raramente in difficoltà, la serata è stata abbastanza deludente per chi si aspettava una versione italiana di Frost contro Nixon. Ecco dieci considerazioni onnicomprensive che mi sono passate per la testa il giorno dopo.

BerlusconiSantoro

  1. Bene Berlusconi, poco da dire. Non lo si vedeva così in forma da tanto e sta confermando, per l’ennesima volta, le sue incredibili doti di campaigner;
  2. Detto questo, ma quante ne ha sparate? Dai complotti più disparati ai soliti giudici comunisti, al partito al Governo che dovrebbe cambiare la Costituzione. Le idee sono quelle di sempre, forse ancora più assurde del solito, ma lui è bravo a farle sembrare plausibili;
  3. L’unica difficoltà – il Cav. lo ha definito lapsus – è stato sulla Bundesbank e sulla Deutsche Bank. Più che un lapsus, onestamente, una figura di merda;
  4. Bravine le intervistatrici. Meglio la Innocenzi, a dir la verità, precisa, circostanziata e aggressiva al punto giusto. Meno incisiva la Costamagna, che ha dato più volte la sensazione di star recitando;
  5. Capitolo Santoro. Brutta brutta l’introduzione iniziale, che è andata via tra considerazioni al limite del no sense e paragoni arditi;
  6. Male anche durante la trasmissione. Troppo spesso spalla, mai veramente pungente, a tratti nervoso ai limiti della recita. Tra Totò e Peppino, lui è stato Peppino;
  7. Malissimo Travaglio all’inizio, nella prima lettera. Freddo, distaccato, poco pungente e incapace di rispondere alle obiezioni che Berlusconi ha mosso subito dopo;
  8. Benissimo, invece, dopo, con una lettera molto più acuta, ironica e incisiva. Bravo anche a rispondere con ironia alle provocazioni di Berlusconi. La battuta sul Presidente del Senato, onestamente, è stata epica;
  9. Il programma era costruito per fare share. Giornalismo? No, non è stato questo il punto della trasmissione. Un’arena in cui due grandi personalità si sono sfidate. Ma è sembrato più wrestling che lotta libera;
  10. Ma quanto sono grosse le orecchie di Berlusconi?