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Ecco Goalterest, il calcio 2.0

Il periodo, senza dubbio, è propizio. Mezzo mondo sta seguendo gli Europei e il calcio è uno degli argomenti di discussione più gettonati. Ecco perchè la nascita di Goalterest, vero e proprio social network “nel pallone”, fa ancora più notizia.

Di che cosa si tratti è facilmente intuibile dal nome: Goalterest sarà il Pinterest del calcio. Un social per immagini, dunque. Vi si potranno condividere foto di partite, giocatori, tifosi e chi più ne ha più ne metta. Il tutto coadiuvato da un sistema di ricerca interna al sito che indicizza le immagini per nome.

‘L’idea, peraltro, è italiana. Anche se realizzato a Londra, dietro al progetto c’è Marco Camisani Calzolari, Professore di Comunicazione Aziendale e Linguaggi Digitali all’Università IULM di Milano. “Goalterest – ha spiegato Calzolari a La Stampa – vuole essere il Pinterest del pallone. L’intenzione però è quella di copiare bene, abbiamo infatti migliorato molti aspetti del software e interpretartola direzione del mercato”. Il progetto segue l’evoluzione del Web 2.0. Non più social orizzontali, ma verticali, divisi, insomma, per tematiche. Da ieri, la pagina è attiva al 100%, con iscrizione aperta a chiunque. Gratis e senza pubblicità.

Goalterest copre una tendenza sempre crescente nel mercato del Web. Possiamo chiamarla social sport, ovvero la condivisione sempre più frequente di aggiornamenti riguardanti gli sport più popolari ed importanti. Una tendenza che può arrivare ad intrecciarsi anche con il citizen journalism. Chiunque andrà allo stadio potrà postare le proprie fotografie, che verranno indicizzate e rese disponibili a chiunque, giornalisti inclusi. Una nuova frontiera?

Sport e social media, l’Italia è indietro

Il 2012 è stato senza dubbio l’anno dei social media. In tutti i campi, Facebook, Twitter e chi più ne ha più ne metta si sono imposti all’attenzione di chiunque, dai media all’uomo comune. Anche nello sport, dove hanno cambiato, in qualche modo, il racconto delle partite. Il live twitting, ad esempio, ha raggiunto livelli fino a poco tempo fa impensabili.

Ma non ci sono solo le dirette. Anzi, visto che aumenta sempre di più il numero delle persone che si informano tramite le reti sociali, queste ultime diventano, anche per lo sport, veicoli fondamentali di notizie. Il calcio, dunque, si sposta sui social media.

Vero? Sì, ma non Italia, paradossalmente. Il calcio tricolore non segue la tendenza europea. La Lega Calcio non ha un profilo su Twitter, ad esempio. Niente notizie, dunque. E niente promozione di un brand sempre meno credibile, in seguito ad esodi di campioni e scandali vari. La Serie A si promuove solo attraverso le sue squadre. Qualche numero. La Juve, fresca campione d’Italia, ha circa 200.000 followers su Twitter, l’Inter circa 150.000 e il Milan – la società più attiva in tal senso – poco più di 550.000.

Sono tanti? Forse sì, ma non se confrontati ad altri numeri. Il Barcelona ne ha circa 5.2 milioni e il Real Madrid 4.7 milioni. La promozione di questi marchi ha portato la Liga BBVA a un enorme successo di pubblico in questa stagione. Non tutto merito dei social media, questo è certo. Ma la presenza non ha sicuramente fatto male.

Le squadre inglesi si attestano su livelli simili a quelle italiane, ma il brand Premier League è seguito da circa 300.000 persone, che si uniscono a un totale di circa 5 milioni che seguono tutte le squadre. La Premier è cresciuta del 126% rispetto allo scorso anno. Un balzo non indifferente, che testimonia lo sforza che Londra sta facendo per promuovere il proprio calcio.

Ma come cambia lo sport con i social media? Su questo tema, propongo un’interessante infografica prodotta da Mashable.