Isernia come Wall Street, ma è una bufala

Isernia, cittadina del Molise raramente al centro delle cronache nazionali e non, è stata occupata. L’hashtag #OccupyIsernia su Twitter racconta la situazione, monitarando le evoluzioni della manifestazione, tra sgomberi della polizia e cori di protesta. Non ci credete? Beh, fate bene. Si tratta di una bufala che ha iniziato a girare sul social che cinguetta qualche giorno fa e che, in poche ore, ha fatto il giro del mondo.

Solo satira, in effetti. Ma molti hanno creduto che fosse realtà, dimostrando ancora una volta l’uso spesso poco attento che si fa dei media. E allora via al fiume di solidarietà, di annunci di sostegno, di dichiarazione di simpatia e chi più ne ha, più ne metta. Basta un tweet su un argomento a cui la gente è sensibile e tutto può diventare realtà. Anche quando presenta evidenti problemi di veridicità.

Tutto è partito da Leonardo Bianchi, alias @captblicero, che si autodefinisce «indossatore ufficiale del guardaroba di Roberto Formigoni» ed è anche titolare di un sito di satira politica. Lo spunto arriva dalla gesta di Claudia Vago, per tutti @tigella, sbarcata negli Usa per seguire lo sviluppo, al di là dell’Oceano, dei movimenti Occupy. Il primo tweet potrebbe già far intuire la natura goliardica della trovata.

In molti, però, ci cascano. Tutti si chiedono che sta succedendo, se ci sono evoluzioni. La stessa tigella cade nel tranello e si dice vicina con il cuore al movimento.

E non finisce qui. Perchè c’è chi regge il gioco e crea fotomontaggi che portano la questione fino al palco del concertone del primo maggio.

Una storia che si ripete, niente di più. Per tornare agli albori della bufala mediatica si deve andare al 30 ottobre 1938, quando una versione radiofonica de “La Guerra dei Mondi”, proposta da Orson Welles, portò circa un milione di americani a scendere per le strade per sfuggire alla minaccia aliena. La bufala su Twitter può rappresentare la cosacrazione di questo nuovo media, divenuto ormai un’importante fonte di informazioni. A volte vere, a volte false. Bisogna solo cercare di capirle.

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